07 Mag Una newsletter tutte le settimane: che cosa ho imparato
Per anni ho avuto una newsletter mensile e come ho già scritto in passato, mi capitava spesso di saltare degli invii perché mi sentivo senza idee, non sapevo cosa scrivere e a un certo punto Suggestioni, si chiamava così, era diventata quasi un obbligo.
L’anno scorso, in primavera, mi sono data una scadenza per capire cosa davvero volevo da un canale come la newsletter, un canale per me di primaria importanza, ma che stavo trattando con poca cura e attenzione. La storia già sentita del calzolaio con le scarpe rotte, perché trattavo molto bene quelle dei miei clienti, ma lasciavo sempre in un angolino la mia. Qui non voglio raccontare cosa mi ha portata a trasformare Suggestioni in Cabina perché penso di averlo scritto qualche numero fa, ma vorrei fare una lista di quello che ho imparato finora.
Magari può diventare uno spunto per iniziare a scrivere una newsletter? Un blog? Chissà. Fammi sapere, se ti è servita a qualcosa comunque.

Una lista (breve) di tutto quello che ho imparato inviando una newsletter settimanale.
La costanza, da nemica ad amica.
Solo in tempi recenti ho scoperto che la costanza può essere una mia grande alleata, quando si tratta di raccontare chi sono e cosa faccio. Non siamo tuttə uguali, quindi non è detto che questo discorso valga anche per te, ma da quando ho smesso di dirmi che “dovevo scrivere” ho iniziato a scrivere di più.
Comunque, ho trovato il mio spazio, ho trovato le mie parole e ora la costanza si è trasformata in una grande amica e non in un ostacolo. Questo è successo quando ho cambiato il formato della mia newsletter, rendendola sempre più simile a me, a volte forse poco comprensibile, ma sul lungo periodo molto più coerente con il mio messaggio.
Il potere della scrittura.
Più scrivevo e più capivo davvero di cosa volevo parlare, ho messo da parte tantissimi argomenti che magari andavano di moda, ma a me interessavano poco. Non mi sono mai sentita a mio agio nella modalità “Fai così e vedrai che…”, ma forse è un problema mio. La scrittura mi ha insegnato e mi sta insegnando tuttora che non mi servono decine di temi, ma due o tre sono sufficienti e più li prendo in considerazione più succedono cose.
Le “mie” persone.
Tu sai chi è il tuo target? Il mio ce l’ho molto bene in mente, ma conoscere bene il proprio target non vuol dire dimenticare le proprie priorità per dare più importanza alle sue. Tempo fa ci sono cascata e così mi sono persa in una comunicazione che non mi piaceva più, non mi riconoscevo più. Questa però non è l’utilità dello studio che si fa per individuare il proprio target.
Da quando esiste Cabina sento di essermi riavvicinata a un modo di fare comunicazione che mi ricorda molto l’epoca dei blog, riabbracciando con felicità la mia modalità lumachina. E questo mi avvicina sempre un po’ di più alle “mie” persone, senza però dimenticarmi di me.
Un appuntamento con me stessa.
Questo è diventato un appuntamento con me stessa ed è tutto bellissimo e giustissimo per me. Mi metto comoda, faccio partire la mia playlist del momento (cambia in base a come mi sento), recupero gli appunti sparsi in giro e via. Inizio a scrivere e non lascio la tastiera finché non ho concluso il numero, almeno nella sua bozza. Non è uno sforzo, ma un momento per me che mi rende molto felice.
Ho pensato di dedicare il mese di maggio alla parte più operativa della comunicazione ovvero i contenuti.
- Come si fa ad avere il quaderno sempre pieno di idee?
- Come si fa a pubblicare un contenuto tutti i giorni?
- Serve davvero pubblicare un contenuto tutti i giorni?
- Quanto fa davvero la differenza la costanza?
- E se non so so cosa pubblicare?
Insomma, proviamo insieme a rispondere a queste e ad altre domande, cercando di immergerci da subito nella pratica. Succede tutto sul mio profilo Instagram, perciò puoi seguirmi anche lì se ti va.

Creo percorsi di comunicazione partendo da ispirazioni che incontrano arte, libri e musica.
Vuoi iniziare un percorso con me per riflettere e lavorare sulla tua comunicazione?
Il mio indirizzo e-mail è scrivimi@eleonoraconti.it


